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STORIA DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO

Per effetto del D.M. n.22 del 21/02/12, relativo all’attuazione del Piano Regionale di Dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche (legge 111 del 15/07/2011, art.19) la Scuola dell’Infanzia e Primaria “Rio de Janeiro” e la Scuola secondaria di primo grado “G. Morandi” sono state accorpate in un Istituto Comprensivo con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da Direzioni Didattiche e Scuole Secondarie di primo grado.

Le due scuole sono situate nel XVI Municipio, al confine con il XV, nei pressi di Villa Flora, in un contesto verde e poco rumoroso. Il loro bacino d’utenza gravita soprattutto intorno alle zone Colli Portuensi e Portuense.

Le attività lavorative più diffuse nel territorio sono quelle impiegatizie, libero professionali, commerciali, artigianali. I servizi di trasporto che collegano i quartieri con la scuola sono buoni ed efficienti. I servizi sanitari presenti sono costituiti da grandi ospedali (San Camillo, Forlanini e Spallanzani), poliambulatori delle ASL e cliniche private. Nella zona si puó usufruire di vari servizi: sale cinematografiche e teatrali, sale parrocchiali organizzate in centri di aggregazione giovanile, un centro anziani, una biblioteca comunale, piscina comunale, vari impianti sportivi privati.

Le due scuole aderiscono alla Rete distrettuale “Una rete di scuole per la qualità e l’autonomia” assieme alle altre scuole secondarie di primo grado e primarie del Distretto 24°. Intessono relazioni costruttive e collaborazioni tanto con le altre istituzioni scolastiche del territorio, quanto con gli Enti locali (con il Municipio XVI e il Comune di Roma).

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI “MARIO LODI”

lodi

Mario Lodi da piccolo voleva fare il falegname, come Geppetto” scriveva Franco Lorenzoni su Il Sole 24 ore in un articolo in memoria del Maestro, con la maiuscola. E come Geppetto, Mario Lodi ha saputo scolpire e creare, dando vita ad una scuola che mette al centro dello scopo educativo il bambino come persona, che parte dalla Costituzione prima che dalle teorie pedagogiche, una scuola che usa parole gentili, parole educate e che parla piano. Una scuola che usa il gioco e il laboratorio come via per passare apprendimenti, per sviluppare i sensi e la mente, che sostituisce il ripetere con la ricerca continua. Una scuola che non racchiude l’alunno in un numero o un giudizio, ma piuttosto considera la valutazione alla fine di un percorso come “un esame di coscienza collettivo che valuta la nostra crescita umana e sociale”.Il 31 maggio 2018 alla presenza delle autorità, di tutto il personale scolastico e di Giancarlo Cavinati, Responsabile nazionale del Movimento di Cooperazione Educativa, abbiamo ufficialmente intitolato il nostro istituto al maestro, pedagogista e scrittore italiano.

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